Uno studio rivoluzionario ha rivelato una categoria unica di legno, il "mediolegno", nel tulipano. Questo potrebbe rivoluzionare la comprensione della biologia vegetale e migliorare il potenziale di cattura del carbonio.
Lo studio, condotto in collaborazione da ricercatori dell'Università di Cambridge e dell'Università Jagellonica in Polonia, ha analizzato l'architettura nanometrica delle pareti cellulari secondarie del tulipano utilizzando la microscopia elettronica a scansione a bassa temperatura. I risultati hanno ridefinito le classificazioni tradizionali del legno in latifoglie (angiosperme) e conifere (gimnosperme), suggerendo un'unica via di mezzo, denominata "legno medio".
Il tulipano, noto anche come pioppo giallo, è una pianta comune in Nord America ed è rinomato per la sua rapida crescita. Raggiungendo altezze di circa 150 metri e crescendo in media di 25 centimetri all'anno, questo albero non è noto solo per il suo valore estetico, ma anche per i suoi usi pratici nella produzione di mobili, giocattoli e strumenti musicali. Ancora più interessante, il tulipano è eccezionalmente abile nella cattura del carbonio, assorbendone da due a sei volte di più nelle foreste in cui è la specie dominante.
I ricercatori si sono prefissati di capire perché il tulipano sia così efficiente nel catturare il carbonio. Il loro esame dettagliato ha rivelato una caratteristica strutturale unica nel legno di quest'albero. Le angiosperme presentano tipicamente macrofibrille – filamenti di cellulosa – di circa 15 nanometri di diametro, mentre le gimnosperme presentano macrofibrille di circa 25 nanometri. Un caso unico è che le macrofibrille del tulipano misurano una dimensione intermedia, da cui il termine "legno intermedio".
"I liriodendri hanno una struttura macrofibrillare intermedia che differisce significativamente dal tipico legno duro o tenero", ha spiegato Jan Łyczakowski, coautore dello studio. "Questa distinzione strutturale è in linea con la divergenza della specie dalle magnolie circa 30-50 milioni di anni fa, un periodo caratterizzato da una rapida riduzione della CO2 atmosferica". Si ipotizza che questo adattamento evolutivo contribuisca alla superiore capacità di stoccaggio del carbonio del liriodendro.
Raymond Wightman dell'Università di Cambridge ha spiegato: "I dati della nostra indagine forniscono nuove informazioni sulle relazioni evolutive tra la nanostruttura del legno e la composizione della parete cellulare. Questa fondamentale differenziazione nella struttura macrofibrillare intermedia del tulipano potrebbe spiegare la sua superiore capacità di catturare il carbonio".
Le implicazioni di questa scoperta vanno ben oltre la classificazione botanica. Il concetto di "strato intermedio" apre nuove prospettive per le strategie di cattura del carbonio. I ricercatori ipotizzano che, comprendendo le proprietà uniche degli alberi di tulipano, sia possibile selezionare caratteristiche simili per altre specie, migliorandone l'efficienza di assorbimento del carbonio. Questa potenzialità è stata sottolineata in un articolo di Łyczakowski e Wightman pubblicato su The Conversation.
"Ora riconosciamo la necessità di rivalutare la nostra classificazione dei boschi", hanno commentato i ricercatori. Sono spinti a esplorare se altri alberi possiedano caratteristiche simili a quelle del "legno intermedio" e se tali caratteristiche possano essere sfruttate per mitigare gli effetti del cambiamento climatico.
Mentre la comunità scientifica si confronta con questo nuovo paradigma, è chiaro che la scoperta del "legno intermedio" potrebbe catalizzare progressi significativi sia nelle scienze ecologiche che in applicazioni pratiche volte a ridurre i livelli di CO2 atmosferica. Ulteriori ricerche determineranno in che misura queste scoperte possano essere applicate ad altre specie e se siano ancora in attesa di scoperta di nuovi tipi di legno.




