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La coltivazione di fanerogame marine potrebbe rivoluzionare la sicurezza alimentare costiera

9 settembre 2025
a cura dello staff CSN

Uno studio pionieristico suggerisce che la coltivazione di zostera marina come fonte di cereali sostenibile negli ambienti marini potrebbe soddisfare fino al 7% del fabbisogno mondiale di riso, contrastare l'impatto climatico e promuovere la resilienza ecologica in un contesto di innalzamento del livello del mare e riduzione dei terreni agricoli terrestri.

Mentre l'innalzamento del livello del mare indotto dai cambiamenti climatici minaccia l'agricoltura tradizionale inondando terreni fertili e aumentando la salinità del suolo, soluzioni innovative stanno emergendo da fonti inaspettate. Una nuova prospettiva pubblicata su Ambio suggerisce che le fanerogame marine, in particolare la Zostera marina (Zostera marina), potrebbero essere coltivate come fonte di cereali sostenibile negli ambienti marini. Questo cambiamento non solo tiene conto del paesaggio in evoluzione, ma offre anche l'opportunità di una produzione alimentare sostanziale, preservando al contempo gli ecosistemi.

Il potenziale della coltivazione di fanerogame marine è significativo. Secondo lo studio, la coltivazione estensiva potrebbe produrre cereali equivalenti a circa il 7% della produzione mondiale di riso, con un impatto ambientale minimo. La fanerogame marine, che produce semi incorporati nei suoi germogli, è da tempo consumata dalle culture indigene, in particolare in Messico, dove il popolo Seri la usa per produrre un pane che ricorda la segale. Marieke M. van Katwijk, autrice principale dello studio ed esperta di ecologia delle fanerogame marine presso la Radboud University nei Paesi Bassi, sostiene che "la novità di questo articolo è quella di combinare [queste conoscenze tradizionali] con l'innalzamento del livello del mare e le soluzioni di cui abbiamo bisogno per adattare i nostri paesaggi".

Lo studio evidenzia previsioni allarmanti sui cambiamenti climatici; anche con un'azione rigorosa sul clima, le temperature globali potrebbero aumentare di almeno 1.5-2 gradi Celsius, mettendo a rischio quasi 620,000 chilometri quadrati di terraferma entro il 2100. Questo scenario, tuttavia, apre circa 80,000 chilometri quadrati di nuovo territorio costiero potenzialmente adatto alla coltivazione di fanerogame marine. Le fanerogame marine dimostrano una notevole adattabilità, prosperando a vari livelli di salinità e temperatura, il che le consente di affrontare al meglio un futuro incerto.

Oltre alla resa, i vantaggi ecologici delle praterie di fanerogame marine stanno diventando sempre più evidenti. Le praterie di fanerogame marine possono produrre dalle 3 alle 6.5 tonnellate di cereali commestibili per ettaro, una resa simile a quella media del riso coltivato. Inoltre, le praterie di fanerogame marine non richiedono fertilizzanti chimici, poiché il ciclo naturale dei nutrienti dell'acqua di mare è sufficiente. Questo potrebbe rivoluzionare l'agricoltura costiera, allineandosi a pratiche sostenibili. Secondo alcuni studi, le praterie di fanerogame marine possono sequestrare tra i 50 e i 1,900 chilogrammi di carbonio per ettaro all'anno, superando di gran lunga le foreste tropicali in termini di efficienza di cattura del carbonio.

Lo chef Ángel León, spesso definito lo "Chef del Mar", è in prima linea nell'applicazione pratica di queste intuizioni. La sua iniziativa a Cadice mira a ristabilire un'economia sostenibile basata sul mare, contrastando al contempo le sfide della sicurezza alimentare. Il progetto di León non solo promuove i benefici ambientali della zostera marina, ma ne evidenzia anche la superiorità nutrizionale, offrendo cereali con un contenuto proteico doppio rispetto al riso standard e benefici acidi grassi omega-3. Come ha osservato, "la coltivazione della zostera marina ha il potenziale per trasformare il nostro approccio alla produzione alimentare nelle regioni costiere".

Sebbene questi sviluppi siano promettenti, gli esperti sottolineano l'importanza di bilanciare coltivazione e conservazione. È fondamentale che l'agricoltura non invada o sfrutti le praterie di fanerogame marine selvatiche esistenti, in declino a livello globale. L'obiettivo primario dovrebbe rimanere il ripristino e la protezione di questi preziosi ecosistemi. L'implementazione di progetti che includano pratiche rispettose della biodiversità potrebbe portare a risultati vantaggiosi per tutti, in cui l'agricoltura sostiene anche gli habitat naturali.

Sebbene il concetto di agricoltura marina sia ancora agli inizi e le sfide permangano – come la selezione di cultivar idonee – il momento di investire in queste soluzioni è adesso. Van Katwijk sottolinea la dualità di questo approccio: "Esistono affascinanti opportunità vantaggiose per una produzione alimentare sostenibile a zero emissioni di carbonio, in cui dovremmo investire oggi, per poi applicarle in un futuro lontano, quando il livello del mare aumenterà ulteriormente".

L'agricoltura basata sugli oceani non solo promette di aumentare la sicurezza alimentare, ma può anche migliorare la resilienza ecologica.