Google ha lanciato i suoi premi per la ricerca e sviluppo del 2026, stanziando oltre 6 milioni di dollari a sostegno di progetti scientifici in fase iniziale sulla rimozione dell'anidride carbonica e la riduzione del metano. Le candidature si chiuderanno il 25 settembre e i fondi saranno erogati entro la fine dell'anno.
Google ha lanciato un bando di ricerca del valore di oltre 6 milioni di dollari, dedicato alla rimozione dell'anidride carbonica e alla riduzione di superinquinanti come il metano. Il bando "Google Carbon Removal and Superpollutant Elimination R&D Awards 2026" è stato lanciato l'11 agosto, come riportato da Carbon Herald.
Le candidature si chiudono il 25 settembre 2026. I team selezionati dovranno avere i fondi a disposizione entro il 31 dicembre, in modo che l'intero ciclo si concluda entro un anno solare.
A cosa servono i soldi
Il premio finanzia la ricerca e lo sviluppo, non l'implementazione. Google desidera progetti che contribuiscano al progresso scientifico di una strategia di mitigazione o che rendano applicabile sul campo una strategia esistente. Data la natura volutamente ampia del bando, le discipline ammissibili spaziano dal lavoro teorico e di laboratorio alla ricerca accademica sul campo. Sono ammissibili revisioni della letteratura, meta-analisi, ricerca ingegneristica e prototipazione, così come la modellazione e l'analisi dei dati.
Due temi ricorrono nella lista delle priorità. Il primo è la certezza, ovvero quanto i ricercatori possano essere sicuri dell'effetto climatico di un metodo e con quanta precisione possano misurarlo. Il secondo è la scala. Google si è prefissata l'obiettivo di una rimozione di carbonio a livello di gigatonnellBate e di una riduzione di superinquinanti a livello di megatonnellate, quindi è improbabile che miglioramenti marginali si traducano in un finanziamento.
Percorsi di rimozione nell'elenco prioritario
L'aumento dell'alcalinità oceanica è al centro dell'attenzione. Google richiede valutazioni del suo impatto ambientale ed ecologico, oltre al suo potenziale di scalabilità, due questioni che hanno ostacolato il progetto per anni. Nel frattempo, la bioenergia con cattura e stoccaggio del carbonio (BECCS) ha un suo spazio dedicato, con la richiesta di sistemi di cattura della CO2 di nuova generazione presso gli impianti BECCS.
Anche il biochar è presente, sebbene l'attenzione si concentri sull'offerta piuttosto che sui forni. Ai ricercatori viene chiesto come le biomasse sottoutilizzate potrebbero essere impiegate su larga scala. La rimozione basata sulla natura si presenta in diverse forme, tra cui il ripristino delle mangrovie in grado di sopravvivere all'innalzamento del livello del mare, il ripristino delle zone umide tidali e migliori decisioni sull'uso del suolo in progetti basati sulla natura.
Metano e la lacuna di misurazione
Tra gli inquinanti più dannosi, il metano è il principale responsabile. Google è alla ricerca di soluzioni per la riduzione delle emissioni diffuse, ovvero quelle provenienti da numerose piccole fonti anziché da un'unica ciminiera. I ricercatori sono inoltre invitati a definire con maggiore precisione i limiti di permanenza del metano in atmosfera e i meccanismi che ne causano la distruzione.
La misurazione è un tema ricorrente in gran parte del resto. Il monitoraggio, la rendicontazione e la verifica degli interventi sulle discariche a sistema aperto rappresentano una priorità esplicita, mentre la verifica dell'impatto climatico dei sistemi di colture perenni si affianca alla validazione sul campo degli stessi sistemi. Il bando affronta anche il problema del dispendio energetico derivante dalla cattura di CO2 a basse concentrazioni, ancora oggi una delle problematiche più ostinate del settore.
Perché la tempistica è importante
I finanziamenti aziendali sono diventati una delle fonti di finanziamento più stabili per la ricerca sulla rimozione precoce dei combustibili fossili, e Google è tra le aziende tecnologiche che si sono già impegnate a fondo per espandere il settore. Questo appello si colloca a monte di tali investimenti. I finanziamenti per la ricerca sono economici rispetto ai contratti di acquisto, eppure determinano quali percorsi diventeranno appaltabili tra cinque anni.
La scadenza concede ai candidati circa sei settimane, un periodo piuttosto ristretto per una proposta che coinvolge più istituzioni. Pertanto, i team che dispongono di set di dati preesistenti o di esperimenti incompiuti sono in una posizione privilegiata. Ciononostante, l'ampiezza dell'elenco delle priorità lascia spazio anche a gruppi esterni al consueto circuito della rimozione del carbonio, dagli ingegneri delle discariche agli agronomi che lavorano sulle colture perenni.




