Studi recenti rivelano promettenti progressi nei materiali da costruzione che potrebbero contribuire in modo significativo agli sforzi di sequestro del carbonio, affrontando una sfida critica posta dalle ingenti emissioni di carbonio del settore edile.
La ricerca, guidata da esperti dell'Università della California, Davis, e dell'Università di Stanford, indica che materiali innovativi in grado di catturare il carbonio potrebbero potenzialmente rimuovere dall'atmosfera fino a 1.66 miliardi di tonnellate di anidride carbonica (CO2) all'anno.
Il settore edile è responsabile di oltre il 20% delle emissioni globali di carbonio, principalmente a causa dell'uso diffuso di materiali ad alto contenuto di emissioni come cemento e acciaio. Questa realtà ha spinto i ricercatori a studiare materiali alternativi con maggiori capacità di stoccaggio del carbonio.
Elisabeth Van Roijen, ricercatrice laureata presso l'UC Davis e autrice principale dello studio, ha osservato: "I materiali da costruzione possono rappresentare una buona opzione per lo stoccaggio del carbonio, data l'enorme quantità di materiali prodotti ogni anno e la lunga durata e resistenza di questi materiali", evidenziando il notevole potenziale di questi materiali nella lotta al cambiamento climatico.
Lo studio, recentemente pubblicato sulla rivista Science, ha identificato nove innovativi materiali da costruzione in grado di immagazzinare carbonio. Molte di queste alternative sono versioni migliorate di materiali convenzionali e includono plastiche di origine biologica, leganti bituminosi, calcestruzzo arricchito con biochar, aggregati di roccia artificiale caricati di carbonio e mattoni in fibra di biomassa. Le tecnologie, tuttavia, si trovano in diverse fasi di sviluppo, che vanno dalla ricerca in laboratorio ai materiali già disponibili sul mercato.
Tra le alternative, il calcestruzzo potenziato si distingue per il suo notevole potenziale di sequestro del carbonio. La possibilità di utilizzare aggregati carbonatati nella produzione di calcestruzzo è particolarmente degna di nota, poiché il calcestruzzo è il materiale da costruzione più prodotto a livello globale, con oltre 2 miliardi di tonnellate all'anno e rappresentando oltre il 60% della produzione di materiali da costruzione. La ricerca ha suggerito che se solo il 10% degli aggregati di calcestruzzo a livello mondiale fosse carbonatabile, si potrebbe raggiungere una capacità di stoccaggio fino a 1 miliardo di tonnellate di CO2.
Attualmente, aziende come Carbon Upcycling, BluePlanet e OCO Technology stanno attivamente producendo materiali in grado di immagazzinare carbonio. Tuttavia, per sfruttarne appieno il potenziale, è essenziale una produzione su larga scala. Per competere efficacemente con i materiali convenzionali, queste alternative innovative devono non solo offrire un ottimo rapporto qualità-prezzo, ma anche rispettare rigorosi standard prestazionali e di sicurezza.




