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La Danimarca esplora le grotte di sale come soluzione innovativa per lo stoccaggio dell'energia eolica in eccesso.

Luglio 23, 2026
a cura dello staff CSN

La Danimarca sta valutando la possibilità di immagazzinare su larga scala l'energia eolica in eccesso nelle caverne di sale in disuso. La ricerca vede la collaborazione tra Nobian, un gruppo olandese attivo nel settore del sale e dei prodotti chimici, e Airengy, un'azienda israeliana di tecnologie energetiche. Insieme, stanno valutando se la geologia sotterranea possa integrarsi con il sistema di accumulo di aria compressa di Airengy, noto come AirBattery.

La logica alla base dell'esplorazione di questa combinazione è semplice. L'energia eolica genera elettricità in modo intermittente. Quando l'offerta supera la domanda, il surplus viene spesso sprecato. AirBattery cattura l'elettricità in eccesso comprimendo l'aria sottoterra, per poi rilasciarla sotto forma di energia quando la rete ne ha bisogno.

Due società, attività complementari

Nobian gestisce caverne sotterranee nei Paesi Bassi, in Germania e in Danimarca. L'azienda ha immagazzinato idrogeno, gas naturale, diesel, aria compressa e azoto nei suoi impianti sotterranei. Il suo sito danese si trova a Mariager e l'azienda si avvale di oltre un secolo di esperienza nella produzione di sale in quella zona.

Airengy ha sviluppato AirBattery per trasformare la teoria dello stoccaggio dell'aria compressa in un sistema operativo commerciale. L'azienda sta ora testando la fattibilità di questo sistema su scala europea. Lo studio danese rappresenta uno dei suoi sforzi concreti per dimostrarne la validità in condizioni reali.

Secondo Nobian, le sue risorse sotterranee le conferiscono un ruolo naturale nella transizione energetica europea. L'azienda sviluppa da tempo sistemi di stoccaggio in caverne per materiali energetici. Le caverne di sale sono interessanti perché offrono grandi volumi sotterranei e, in alcuni casi, infrastrutture industriali preesistenti che riducono i costi di sviluppo.

Perché lo stoccaggio a lungo termine è importante ora

Le reti elettriche europee stanno gestendo quote crescenti di energia eolica e solare. Entrambe sono per loro natura variabili. Un periodo di elevata produzione eolica seguito da una settimana di calma può mettere a dura prova i gestori di rete nella gestione in tempo reale dell'offerta e della domanda.

Le tecnologie di accumulo a lungo termine rispondono direttamente a questa esigenza. Immagazzinano energia per ore o giorni, attenuando i picchi e i cali che le batterie a breve termine non sempre riescono a gestire. Le caverne di sale rappresentano una valida alternativa. Le loro dimensioni e la loro geologia si prestano perfettamente all'accumulo prolungato richiesto dai sistemi ad aria compressa.

L'indagine danese riflette una tendenza emergente in tutto il continente. Governi e aziende energetiche stanno guardando oltre le batterie agli ioni di litio. Desiderano sistemi di accumulo in grado di immagazzinare grandi quantità di energia per periodi di tempo più lunghi. L'aria compressa immagazzinata nel sottosuolo è uno dei diversi approcci attualmente oggetto di studio.

Un progetto parallelo in Romania

La Danimarca è il secondo mercato europeo in cui Airengy ha annunciato un'iniziativa nel settore dell'aria compressa. In Romania, Airengy e Hagag Europe stanno progettando una centrale elettrica ad aria compressa che utilizzerà lo stesso sistema AirBattery. Il progetto, annunciato a giugno, dovrebbe essere realizzato in fasi. A pieno regime, potrebbe erogare una potenza di 25 megawatt e immagazzinare fino a cinque gigawattora di energia.

Il progetto rumeno offre un'indicazione della portata a cui Airengy punta. Cinque gigawattora rappresentano un volume significativo. Per dare un'idea, è sufficiente ad alimentare decine di migliaia di abitazioni per diverse ore durante un'interruzione di corrente.

Il progetto danese è ancora in fase di studio. Non sono stati diffusi dati sulla capacità produttiva del sito di Mariager. Le due società stanno valutando la fattibilità tecnica e geologica prima di assumere qualsiasi impegno commerciale.

Cosa potrebbe rivelare lo studio

L'indagine danese presenta due esiti distinti che meritano attenzione. Il primo riguarda la fattibilità geologica delle caverne di Mariager per lo stoccaggio di aria compressa su scala commerciale. Il secondo, invece, concerne la possibilità che il sistema di Airengy si integri con le infrastrutture esistenti delle caverne di sale senza richiedere una completa ricostruzione del sito.

Entrambe le questioni sono rilevanti per il mercato europeo dello stoccaggio in generale. Le caverne di sale esistono in diversi paesi europei con ambiziosi obiettivi in ​​materia di energie rinnovabili. Se lo studio danese dimostrasse che le caverne industriali dismesse possono essere adattate per lo stoccaggio di aria compressa, offrirebbe agli sviluppatori un bacino più ampio di siti potenziali su cui intervenire.

Il coinvolgimento di Nobian è significativo anche dal punto di vista commerciale. L'azienda opera tradizionalmente nel settore del sale e dei prodotti chimici. Il suo ingresso nel settore dello stoccaggio energetico riflette la convinzione che le infrastrutture sotterranee acquisiranno valore sempre maggiore man mano che le reti elettriche europee si allontaneranno dai combustibili fossili.

Airengy, dal canto suo, sta costruendo un portafoglio di progetti pilota e di sviluppo. L'annuncio in Romania e lo studio danese suggeriscono che l'azienda stia avanzando su più fronti. Resta da vedere se entrambi i progetti raggiungeranno la fase di commercializzazione. La tecnologia è credibile in linea di principio, sebbene lo stoccaggio di aria compressa su larga scala abbia una storia limitata in Europa a livello commerciale.