OPINIONE di Aleksandra Tanaskovic, Senior ESG Manager presso JAGGAER
Proprio come i consumatori valutano l'impatto delle loro scelte di acquisto (energia, cibo, abbigliamento e tempo libero) alla luce del potenziale impatto ambientale, non è sufficiente che le aziende misurino solo l'impatto delle proprie attività quando valutano la sostenibilità. Piuttosto, le aziende devono assicurarsi di sostenere pratiche etiche e sostenibili dal punto di vista ambientale lungo tutta la loro catena di fornitura.
Le grandi organizzazioni, con i loro enormi contratti e fornitori provenienti da tutto il mondo, hanno il potenziale per avere un impatto enorme e duraturo sull'ambiente e sulle comunità, sia a livello locale che internazionale. Basti pensare all'industria tessile e all'impatto di una ricerca che ha rivelato la presenza di cotone proveniente dalla regione cinese dello Xinjiang nel 19% degli 822 prodotti contenenti cotone campionati tra febbraio 2023 e marzo 2024, nonostante le rigide normative sul lavoro forzato dei paesi acquirenti. Infatti, l'Uyghur Forced Labor Prevention Act (UFLPA) statunitense, in vigore da giugno 2022, è stato concepito per rispondere alle richieste degli attivisti per i diritti umani e dei consumatori di proteggere il mercato dall'acquisto di tessuti che potrebbero essere stati prodotti in condizioni di lavoro forzato.
La legge riguarda anche i prodotti tessili importati da altri Paesi che ancora acquistano cotone dalla provincia dello Xinjiang, che rappresenta il 20% della fornitura mondiale, con profonde implicazioni sull'intera catena di approvvigionamento. È chiaro che, gestendo strategicamente le proprie catene di approvvigionamento, le aziende possono influenzare significativamente i risultati ambientali e sociali. Questo inizia con l'adozione di pratiche di approvvigionamento sostenibili, in cui le organizzazioni danno priorità ai fornitori che aderiscono a standard etici, ambientali e sociali. Ad esempio, la scelta e il monitoraggio delle prestazioni di fornitori con un comprovato impegno nella riduzione dell'impronta di carbonio, nella minimizzazione degli sprechi e nella lotta al lavoro minorile e al traffico di esseri umani può aiutare le aziende a raggiungere i propri obiettivi di sostenibilità.
Aleksandra Tanaskovic, Senior ESG Manager di JAGGAER
Uno dei principali modi in cui gli acquisti possono favorire una sostenibilità positiva è attraverso la selezione di materiali, prodotti e servizi ecocompatibili. Le aziende possono ridurre il proprio impatto ambientale optando per risorse rinnovabili, materiali riciclabili e prodotti a basso consumo energetico. Inoltre, le decisioni in materia di approvvigionamento possono influenzare i fornitori ad adottare pratiche più ecologiche, creando un effetto domino lungo tutta la catena di fornitura. Ad esempio, richiedendo trasparenza nell'approvvigionamento e nella produzione alla propria catena di fornitura, le aziende possono incoraggiare l'intero ecosistema a ridurre le emissioni, gestire meglio i rifiuti e risparmiare acqua.
Le grandi aziende possono sfruttare il loro potere d'acquisto per promuovere lo sviluppo di tecnologie e pratiche sostenibili all'interno delle loro catene di fornitura. Questo non solo contribuisce al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità, ma migliora anche la reputazione dell'azienda, con conseguente aumento della fiducia e della fidelizzazione dei consumatori.
In particolare, tra le aziende più interessanti e innovative che affrontano la riduzione delle emissioni e il cambiamento sociale ci sono le piccole e medie imprese (PMI) e le start-up che operano nel settore delle tecnologie climatiche, accelerando la transizione verso un'economia sostenibile. Queste aziende spesso immettono sul mercato soluzioni innovative, offrendo tecnologie e prodotti in grado di ridurre significativamente l'impatto ambientale. Ad esempio, le start-up che si concentrano sulle energie rinnovabili, sulla cattura e lo stoccaggio del carbonio o sulle tecnologie per l'efficienza energetica sono essenziali per fornire soluzioni "prime nel loro genere" che le grandi aziende potrebbero non offrire ancora.
Proprio perché sono pionieri, tuttavia, tendono ad essere aziende più piccole e difficilmente hanno una lunga storia di mercato. Ciò significa che gli acquisti si trovano ad affrontare nuove sfide quando scelgono di interagire con loro e necessitano di strumenti in grado di adattare le considerazioni di rischio e beneficio a questa nuova esigenza, soppesando sostenibilità, emissioni di gas serra e credenziali DEI a fronte di dati finanziari storici più brevi, minori referenze e una mancanza di dati storici.
I team di approvvigionamento devono quindi dotarsi di strumenti che consentano loro di analizzare set di dati che normalmente non vengono presi in considerazione. Questi dati devono poi essere attentamente confrontati con dati che aiutino a valutare il rischio laddove i dati aziendali potrebbero risultare carenti. Ampliare i set di dati analizzati per includere informazioni provenienti dal mercato, dall'IoT o dai Big Data può aiutare a gestire i rischi della supply chain, come quelli posti dai nuovi attori del mercato (ad esempio, le aziende più piccole e giovani).
Valutare le credenziali DEI di un'azienda, ad esempio, è un tema particolarmente importante per JAGGAER, dove le donne rappresentano il 42% della forza lavoro globale e il 43% del team dirigenziale, rispetto allo standard del settore IT del 25% previsto per il 2024. L'analisi DEI potrebbe richiedere la consultazione di organigrammi aziendali e altra documentazione che evidenzi il numero di donne in posizioni di leadership. Svolgere questo tipo di attività manualmente può essere complesso e richiedere molto tempo, ma l'utilizzo dell'intelligenza artificiale e del machine learning può contribuire ad accelerare questi processi e a garantirne l'accuratezza.
Analogamente, mentre le emissioni di Scopo 1 e 2 sono direttamente collegate all'azienda fornitrice, le emissioni di Scopo 3 possono essere correlate alle emissioni degli utenti finali o della catena di fornitura e sono quindi più difficili da individuare. Un sistema di approvvigionamento intelligente può contribuire ad aumentare la trasparenza su queste emissioni. Migliorare la comunicazione con i fornitori e concentrarsi sulle aree di interesse di categoria ad alto rischio per le emissioni di Scopo 3 sono modi in cui l'approvvigionamento può contribuire a creare una maggiore responsabilità per l'intera azienda.
Un recupero e un'analisi delle informazioni così efficienti e in tempo reale su larga scala possono ora essere automatizzati e semplificati grazie a soluzioni di procurement basate sull'intelligenza artificiale. L'intelligenza artificiale ha infatti il potenziale per analizzare rapidamente enormi volumi di dati, la cui interpretazione richiederebbe settimane a un essere umano. Analogamente, l'intelligenza artificiale può essere utilizzata per suggerire e introdurre automaticamente clausole e condizioni ad hoc per i contratti con nuove tipologie di fornitori.
Sfruttare il potenziale degli acquisti per promuovere la sostenibilità all'interno delle aziende è fondamentale non solo per creare un cambiamento duraturo e di impatto, ma anche per rimanere competitivi in un mercato in cui i consumatori sono sempre più istruiti e consapevoli degli effetti del loro potere d'acquisto sull'ambiente e sulla società.




