I ricercatori hanno pubblicato un rapporto ottimistico secondo cui la quasi eliminazione dell'inquinamento da plastica entro il 2050 è un risultato plausibile se i leader mondiali utilizzeranno efficacemente un trattato internazionale attualmente in fase di negoziazione.
Il rapporto è stato pubblicato su Science da un consorzio di ricercatori dell'Università della California, tra cui il senior data scientist A. Samuel Pottinger dell'Eric and Wendy Schmidt Center for Data Science and Environment dell'Università della California, Berkeley.
Lo studio sottolinea una premessa fondamentale: esistono diversi percorsi politici che i negoziatori potrebbero adottare per affrontare le urgenti questioni della produzione, dell'uso e dello smaltimento della plastica. Uno dei pacchetti di politiche proposti potrebbe ridurre significativamente le emissioni che riscaldano il pianeta, oltre a contrastare il problema dei rifiuti di plastica.
La plastica è diventata un bene indispensabile nella vita moderna, con il suo utilizzo evidente in vari prodotti che vanno dai pannolini ai mobili. Per quantificarlo, entro il 2021 sono state prodotte a livello globale oltre 11 miliardi di tonnellate di plastica, equivalenti alla massa di circa 1.6 miliardi di elefanti. Questa massiccia produzione ha causato diversi impatti negativi, tra cui la perturbazione degli ecosistemi, l'aumento dei rischi per la salute umana, l'accelerazione dei cambiamenti climatici e l'aumento delle disuguaglianze sociali.
Nel tentativo di arginare questa crisi globale, i leader internazionali collaborano dal 2022. Questo mese, la Corea del Sud ospiterà un incontro cruciale volto a finalizzare il primo trattato internazionale giuridicamente vincolante sull'inquinamento da plastica. Si prevede che questo trattato porterà i paesi partecipanti a impegnarsi in modo significativo verso pratiche di gestione sostenibile della plastica.
Il documento di ricerca, intitolato "Percorsi per ridurre la cattiva gestione globale dei rifiuti di plastica e le emissioni di gas serra entro il 2050", presenta spunti ulteriormente sviluppati a partire da lavori precedenti. I ricercatori avevano già introdotto il Global Plastic Policy Tool, un modello open-source basato sull'intelligenza artificiale che simula l'efficacia di diversi interventi politici. I negoziatori dei trattati hanno già utilizzato questo strumento, che sfrutta dati regionali innovativi, per valutare i potenziali risultati di interventi politici cruciali.
Pottinger sottolinea che il successo di questo trattato dipende dall'essere basato sui dati. "Speriamo che le proposte del trattato, basate sui più recenti dati scientifici, forniscano un quadro accurato dei progressi compiuti verso questi ambiziosi obiettivi ambientali", ha osservato.
Il team di autori di questo studio è composto da esperti dell'UC Berkeley e dell'UC Santa Barbara, tra cui i ricercatori di spicco Ciera Martinez, Magali de Bruyn, Carl Boettiger, Roland Geyer, Nivedita Biyani, Neil Nathan, Molly R. Morse ed Elijah Baker, insieme a Douglas McCauley, co-direttore del DSE.
Lo studio sottolinea l'urgenza di affrontare il problema della cattiva gestione dei rifiuti plastici, stimato al 15% dei 425 milioni di tonnellate prodotte annualmente nel 2020. Senza interventi, entro il 2050 l'inquinamento da plastica potrebbe raggiungere i 121 milioni di tonnellate. Inoltre, le emissioni di gas serra derivanti dalla plastica potrebbero aumentare del 37% rispetto ai livelli del 2020, raggiungendo i 3.35 gigatonnellate di CO2 equivalente entro la metà del secolo.
Per affrontare queste sfide, i ricercatori propongono una combinazione di interventi. Questa soluzione in quattro fasi prevede di garantire il riciclo del 40% dei rifiuti plastici globali, di limitare la produzione di nuova plastica ai livelli del 2020, di investire 50 miliardi di dollari in infrastrutture di gestione dei rifiuti migliorate e di imporre un'imposta elevata sul consumo di imballaggi.
L'attuazione di questo pacchetto di politiche proposto potrebbe ridurre drasticamente l'inquinamento da plastica a circa 11 milioni di tonnellate entro il 2050. Dal punto di vista climatico, le emissioni legate alla plastica potrebbero diminuire di un terzo, pari a 2.09 gigatonnellate di CO2 equivalente, una riduzione paragonabile alla rimozione di quasi 300 milioni di veicoli dalle strade per un anno.
Sebbene la portata dell'attuale ruolo della plastica nella vita quotidiana possa sembrare rendere tali cambiamenti difficili, lo studio mira a dimostrare che uno sforzo concertato e basato sui dati può produrre risultati sostanziali. Le permutazioni delle politiche necessarie potrebbero variare, ma le basi della possibilità rimangono solide.




