Una nuova importante iniziativa di ricerca è pronta a esaminare il potenziale delle fonti proteiche alternative nella dieta del Regno Unito. Il National Alternative Protein Innovation Centre (NAPIC), guidato dall'Università di Leeds, riceverà 38 milioni di sterline per uno studio pionieristico quinquennale volto a valutare se carne, proteine vegetali, funghi, alghe, insetti e proteine microbiche coltivate in laboratorio possano diventare alimenti base della dieta tradizionale.
Il finanziamento totale del progetto comprende 15 milioni di sterline da UK Research and Innovation (UKRI) e 23 milioni di sterline da oltre 120 organizzazioni partecipanti, tra cui aziende, agricoltori, enti regolatori e comuni. Questa collaborazione senza precedenti mira a creare una fornitura continua di proteine alternative sicure, gustose, convenienti e sane, supportando al contempo gli obiettivi di zero emissioni nette e migliorando la sicurezza alimentare e dei mangimi per animali del Regno Unito.
L'iniziativa NAPIC, in gran parte virtuale, riunirà le competenze dell'Università di Leeds, del James Hutton Institute, dell'Imperial College di Londra e dell'Università di Sheffield. La professoressa Anwesha Sarkar, a capo di NAPIC e direttrice di ricerca e innovazione presso la School of Food Science and Nutrition dell'Università di Leeds, ha sottolineato l'ambiziosa portata del progetto: "La nostra ambizione è creare questo enorme ecosistema di innovazione con oltre 350 partner, in modo che possa guidare il Regno Unito a diventare la superpotenza globale nel settore delle proteine alternative".
Una motivazione significativa alla base di questa iniziativa deriva dall'impatto ambientale dell'agricoltura tradizionale, che si stima contribuisca fino a un quinto delle emissioni globali di gas serra. Inoltre, le attuali tendenze alimentari nel Regno Unito indicano una carenza critica di fibre, con oltre il 90% della popolazione che non raggiunge l'assunzione raccomandata nonostante l'elevato contenuto di fibre in molte proteine vegetali.
Il professor Guy Poppy, vicepresidente esecutivo del Biological Sciences Research Council (BBSRC) e sostenitore del settore alimentare per l'UKRI, ha affermato che l'investimento NAPIC posiziona il Regno Unito come leader nel mercato emergente delle proteine alternative a livello globale, pronto ad affrontare sia le sfide attuali che quelle future.
Il Dott. Rob Hancock, vicedirettore dell'Advanced Plant Growth Centre presso il James Hutton Institute, ha sottolineato l'attuale dipendenza del Regno Unito dai prodotti proteici importati, il cui valore annuo supera i 15 miliardi di sterline. "Dobbiamo passare a un sistema che ci consenta di produrre una maggiore quantità di questi prodotti proteici nel Regno Unito, in modo più rispettoso dell'ambiente", ha affermato Hancock.
A questo proposito, la professoressa Louise Dye, co-direttrice dell'Institute of Sustainable Food presso l'Università di Sheffield, ha sottolineato l'importanza di ottenere l'accettazione da parte dei consumatori. "Le abitudini alimentari si acquisiscono principalmente durante l'infanzia e si riflettono nella vita adulta", ha spiegato. "Possiamo usare il nudging e altre tecniche per modificare le scelte dei consumatori, ma dobbiamo pensare a sostituire i pasti tradizionali e apprezzati con proteine alternative come principale fonte proteica".
Attualmente, le proteine alternative come la soia e i piselli costituiscono solo circa il 9% delle proteine acquistate nei supermercati del Regno Unito. Le difficoltà legate al gusto e alla consistenza rimangono un ostacolo alla loro diffusione. Tuttavia, gli esperti coinvolti nel NAPIC sono ottimisti sul fatto che il centro possa stimolare il settore delle proteine alternative del Regno Unito a raggiungere un valore annuo previsto di 6.8 miliardi di sterline e a creare 25,000 posti di lavoro.
Tra i settori dell'innovazione sotto esame non ci sono solo carni e insetti coltivati in laboratorio, ma anche fonti meno note come le alghe commestibili e le "proteine dolci" provenienti da piante tropicali, che potrebbero fungere da sostituti dello zucchero più sani.
Il progetto mira anche ad affrontare l'impatto ambientale della produzione proteica. La professoressa Karen Polizzi dell'Imperial College di Londra ha suggerito che innovazioni come la miscelazione di latte vaccino con latte vegetale potrebbero ridurre l'impatto ambientale, soddisfacendo al contempo le aspettative dei consumatori.
In definitiva, i ricercatori ritengono che, nonostante le potenziali preoccupazioni relative al fatto che le proteine alternative siano considerate alimenti ultra-processati, il loro rigoroso sviluppo potrebbe garantire che raggiungano efficacemente gli obiettivi di salute e sostenibilità. L'iniziativa promette di creare un dialogo di impatto su come soddisfare al meglio la crescente domanda globale di proteine in modo sostenibile, portando il settore delle proteine alternative del Regno Unito a un ruolo di primo piano a livello internazionale.
Il National Alternative Protein Innovation Centre avrà una durata di cinque anni, accelerando notevolmente la capacità del Regno Unito di produrre le proprie fonti proteiche e mitigando al contempo l'impatto ambientale.




