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L'efficienza basata sull'intelligenza artificiale può migliorare la resilienza della rete APEC

Ottobre 1, 2025
a cura dello staff CSN

OPINIONE CSN:

Mentre i paesi APEC accelerano il raggiungimento degli obiettivi di energia rinnovabile per il 2030, l'intelligenza artificiale emerge come strumento cruciale per modernizzare le reti elettriche, ma sfide come la trasparenza dei dati e la sicurezza informatica minacciano di ostacolare i progressi. La cooperazione regionale e gli investimenti nel capitale umano sono fondamentali per sfruttare appieno il potenziale dell'intelligenza artificiale per un futuro energetico resiliente e inclusivo.

Mentre la regione dell'Asia-Pacific Economic Cooperation (APEC) si affretta a raggiungere i suoi ambiziosi obiettivi in ​​materia di energie rinnovabili per il 2030, la struttura delle reti elettriche sta subendo una profonda trasformazione. Il tradizionale flusso unidirezionale di elettricità, dalle grandi centrali elettriche centralizzate ai consumatori, si sta evolvendo in un complesso sistema bidirezionale. L'aumento dell'apporto di energia da pannelli solari, parchi eolici offshore, installazioni su tetto e sistemi idroelettrici di piccole dimensioni sta immettendo energia nella rete da una miriade di punti, a volte in località remote o offshore. Sebbene questo approccio decentralizzato sia fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi climatici, introduce nuove vulnerabilità, con reti energetiche fragili sempre più suscettibili a interruzioni che potrebbero causare blackout diffusi.

Le reti tradizionali, originariamente progettate per flussi di energia semplici e unidirezionali, si trovano inadeguate ad affrontare la variabilità e l'intermittenza derivanti dalle energie rinnovabili. La generazione di energia sensibile alle condizioni meteorologiche, come quella solare ed eolica, è soggetta a fluttuazioni, creando notevoli difficoltà nel bilanciare domanda e offerta. Le conseguenze sono gravi: le economie APEC contribuiscono a circa il 70% delle emissioni globali del settore energetico e i recenti blackout legati a condizioni meteorologiche estreme o guasti alla rete hanno causato perdite stimate in 1.6 miliardi di dollari. In questo contesto, l'implementazione dell'intelligenza artificiale (IA) emerge come una strategia fondamentale per migliorare la resilienza e l'efficienza della rete.

Il punto di forza dell'intelligenza artificiale risiede nella sua capacità di elaborare e analizzare grandi set di dati in modo rapido e con elevata precisione. Questa capacità consente previsioni precise della domanda e dell'offerta di energia elettrica, ottimizzando le operazioni di rete e riducendo i blackout e gli sprechi energetici. Ad esempio, l'intelligenza artificiale può sbloccare fino a 175 gigawatt di capacità di trasmissione aggiuntiva rendendo le infrastrutture esistenti più efficienti, un vantaggio cruciale nelle regioni in cui la domanda di energia supera l'espansione delle infrastrutture. Inoltre, l'intelligenza artificiale migliora la resilienza della rete rilevando anomalie come improvvisi cali di tensione o stress delle apparecchiature prima che causino interruzioni. Modelli avanzati di apprendimento automatico possono simulare eventi di stress come tifoni, ondate di calore o attacchi informatici, fornendo agli operatori tempo prezioso per gestire preventivamente la rete e dare priorità all'alimentazione elettrica alle aree critiche, come gli ospedali, durante le crisi.

Oltre alla gestione della rete, l'intelligenza artificiale sta rivoluzionando l'uso dell'energia negli edifici e nell'industria consentendo regolazioni in tempo reale di illuminazione, riscaldamento e raffreddamento, con un risparmio energetico dal 2 al 6%. Nelle attività critiche a monte, l'intelligenza artificiale accelera la scoperta di minerali essenziali come litio e nichel, vitali per le batterie dei veicoli elettrici, riducendo al contempo il lavoro manuale e migliorando la sicurezza.

Tuttavia, l'integrazione dell'IA nei sistemi energetici si trova ad affrontare una serie di sfide. Una delle principali preoccupazioni è la natura "black box" di molti sistemi di IA che, pur essendo tecnicamente accurati, spesso mancano di trasparenza nel processo decisionale. Questa opacità solleva interrogativi sulla responsabilità: chi è responsabile se un errore dell'IA causa un'interruzione del servizio o peggio? I quadri normativi frammentati complicano ulteriormente la situazione. L'assenza di standard comuni per il consumo energetico, l'impatto ambientale e la sicurezza operativa dell'IA limita l'interoperabilità, in particolare transfrontaliera, ostacolando il coordinamento regionale.

Il divario digitale aggrava le difficoltà; l'accesso diseguale a infrastrutture digitali, dati di qualità e personale qualificato rischia di esacerbare le disparità, favorendo le aziende di servizi più grandi e dotate di risorse adeguate, a scapito degli operatori più piccoli e delle comunità vulnerabili. L'interoperabilità tecnica risente anche dell'incompatibilità dei protocolli dati, che impedisce la comunicazione in tempo reale tra le risorse energetiche distribuite e gli operatori di rete, un limite critico per la gestione intelligente dell'energia basata sull'intelligenza artificiale.

La qualità e la disponibilità dei dati sono fondamentali per il successo dell'intelligenza artificiale, ma problemi come errori di sincronizzazione, perdita di dati e latenza, soprattutto nelle applicazioni di sincrofasori utilizzate per il monitoraggio della rete in tempo reale, rappresentano rischi significativi per l'affidabilità dei sistemi di intelligenza artificiale. Le vulnerabilità della sicurezza informatica aggiungono un ulteriore livello di preoccupazione, rendendo necessarie solide protezioni per salvaguardare le infrastrutture critiche.

Per affrontare questi ostacoli è necessaria un'azione politica globale. Lo sviluppo di quadri normativi e standard condivisi tra le economie APEC è essenziale per facilitare la trasparenza, la condivisione dei dati, la responsabilità e l'implementazione transfrontaliera dell'IA. Sandbox normativi e progetti pilota congiunti offrono percorsi pratici per testare in sicurezza le innovazioni dell'IA in contesti a basso rischio, come le previsioni meteorologiche assistite dall'IA per le energie rinnovabili. Un coordinamento regionale più forte sugli standard dei dati aperti, sulle misure di sicurezza informatica e sulla tutela della privacy sosterrà il funzionamento affidabile dell'IA.

Altrettanto cruciale è l'investimento nel capitale umano. Ingegneri, decisori politici e operatori di sistema necessitano di programmi di formazione mirati per sviluppare le competenze necessarie per progettare, implementare e supervisionare responsabilmente le tecnologie di intelligenza artificiale all'interno di sistemi energetici complessi. La Repubblica di Corea esemplifica questo approccio promuovendo la diffusione dell'intelligenza artificiale, migliorando l'accesso ai dati energetici e supportando le aziende energetiche focalizzate sull'intelligenza artificiale, favorendo la cooperazione regionale verso reti più intelligenti e sicure.

L'intelligenza artificiale rappresenta uno strumento di trasformazione, ma non è una panacea. Il suo pieno potenziale per mantenere le energie rinnovabili e accelerare la transizione verso l'energia pulita dipende da sforzi collaborativi: condivisione delle conoscenze, creazione di fiducia, armonizzazione delle politiche e garanzia di un equo accesso alla tecnologia. In questo modo, le economie APEC possono sfruttare l'intelligenza artificiale non solo come un aggiornamento tecnico, ma come fondamento per un futuro energetico resiliente, efficiente e inclusivo.