Passa alla versione a basse emissioni di carbonio

La Svizzera spedisce in Danimarca la prima CO2 catturata, segnando il debutto commerciale del sistema BECCS.

8 settembre 2026
a cura dello staff CSN

Il primo progetto commerciale svizzero di cattura del carbonio da bioenergia ha inviato i primi serbatoi di CO2 liquefatta via strada, ferrovia e mare in Danimarca, dove il gas verrà stoccato in modo permanente sotto il Mare del Nord.

L'azienda svizzera di tecnologie per la cattura del carbonio Airfix, il gestore dell'impianto CO2 Energie AG e lo sviluppatore del progetto South Pole hanno avviato le operazioni commerciali presso il primo progetto integrato transfrontaliero di bioenergia con cattura e stoccaggio del carbonio del paese.

L'unità di cattura si trova presso l'impianto di biometano Regionalwerke AG Baden a Niederwil, il più grande impianto di biometano della Svizzera. Cattura la CO2 biogenica rilasciata dalla digestione dei rifiuti agricoli e alimentari locali e la liquefa in loco. L'impianto è progettato per gestire fino a 4,300 tonnellate di CO2 all'anno, trasformando un sottoprodotto della produzione di biometano in emissioni negative permanenti.

I primi container ISO di CO2 liquefatta hanno lasciato Niederwil diretti al Progetto Greensand, il sito di stoccaggio gestito da INEOS al largo della costa danese. Si tratta del primo progetto commerciale svizzero per lo stoccaggio di carbonio all'estero e del primo progetto non danese a immettere CO2 nel sito di Greensand.

Il percorso di un paese senza sbocco sul mare verso i fondali marini

La Svizzera non dispone di depositi geologici profondi adeguati, pertanto l'esportazione di CO2 è l'unica via per rispettare gli obblighi di zero emissioni nette previsti dalla legge federale sul clima e l'innovazione. Questo ha reso la logistica la parte più complessa. Airfix ha coordinato una catena multimodale gestita dal gruppo logistico HOYER.

I container cisterna vengono trasportati via camion da Niederwil al terminal ferroviario di Basilea. Da lì, vengono imbarcati su rotaia attraverso la Germania fino ad Amburgo, e poi su strada fino al porto di Esbjerg, in Danimarca. Una nave li trasporta al largo, a Greensand, dove la CO2 viene iniettata a 1,800 metri di profondità nel giacimento ormai esaurito di Nini West.

Ogni tappa di questo percorso consuma carburante, quindi il progetto tiene conto delle emissioni derivanti dal trasporto nel calcolo della rimozione di carbonio. Dopo averle dedotte, la catena raggiunge un'efficienza netta di rimozione atmosferica di circa il 91.7%. Jonas Lötscher, amministratore delegato di Airfix, ha affermato che la riuscita integrazione dimostra che la regolamentazione transfrontaliera e la logistica multimodale non rappresentano più un ostacolo all'ampliamento della rimozione di carbonio in Europa.

Chi paga i crediti?

I crediti di rimozione sono certificati secondo le norme stabilite dall'Ufficio federale dell'ambiente svizzero. Le entrate sono garantite da un accordo di pre-acquisto di 10 milioni di franchi svizzeri (11.6 milioni di dollari) con la Fondazione Climate Cent, valido fino al 2030, che assicura al progetto un acquirente per i primi anni.

Per il settore europeo della rimozione delle emissioni, l'importanza risiede tanto nella burocrazia quanto nelle infrastrutture. Il trasporto transfrontaliero di CO2 a condizioni commerciali è il passo che molti progetti di cattura biogenica nel continente attendevano da tempo, perché trasforma piccole fonti puntuali e disperse in qualcosa che può essere aggregato e venduto. Con 4,300 tonnellate all'anno, Niederwil ha un volume modesto. Il suo valore risiede nel suo ruolo di modello di riferimento.