La London Climate Resilience Review, presieduta da Emma Howard Boyd, ha pubblicato una serie di raccomandazioni per affrontare la vulnerabilità della città ai cambiamenti climatici. Il rapporto mette in guardia da potenziali danni materiali, ulteriori decessi dovuti alle ondate di calore e perdite finanziarie dovute all'inazione climatica, sottolineando la necessità di misure di adattamento urgenti.
Il rapporto suggerisce che queste misure dovrebbero includere l'addebito ai residenti per la pavimentazione dei giardini (o incentivi per la rimozione della pavimentazione), la costruzione di un nuovo bacino idrico e lo sviluppo di un piano per il riscaldamento per proteggere le popolazioni vulnerabili dalle ondate di calore. Inoltre, il rapporto richiede la costruzione di un nuovo bacino idrico, il potenziamento delle difese contro le inondazioni e un piano per il riscaldamento per proteggere le popolazioni vulnerabili dalle ondate di calore.
Il rapporto avverte che, entro la fine di questo decennio, quattro proprietà londinesi su dieci potrebbero essere colpite da cedimenti dovuti all'essiccazione del terreno dovuta alle temperature più elevate. Senza interventi, le ondate di calore potrebbero causare migliaia di morti in più. Le inondazioni superficiali rappresentano un'altra minaccia significativa, aggravata dalle estese aree in cemento e pavimentate della città. Per contrastare questo fenomeno, il rapporto raccomanda l'istituzione di un'autorità strategica per le acque superficiali e la creazione di giardini pluviali per assorbire il deflusso delle forti piogge.
Commissionato dal sindaco Sadiq Khan, il rapporto contiene 50 raccomandazioni, tra cui la costruzione di una nuova barriera sul Tamigi entro il 2070 e strategie per la gestione degli incendi senza acqua. I risultati evidenziano il costo finanziario dell'inazione climatica, con Londra che perde circa 577 milioni di sterline all'anno a causa del caldo, con un impatto sul PIL della città tra il 2% e il 3% entro il 2050.
Emma Howard Boyd, CBE, è anche Presidente di ClientEarth e Ambasciatrice Globale delle Nazioni Unite per la Corsa alla Resilienza e la Corsa allo Zero. Ha commentato: "Stiamo entrando in una nuova era. Nel 2024, anche se El Niño si sta attenuando, ci aspetta un altro anno record di ondate di calore mortali, incendi e tempeste. Nell'ultimo anno, le alluvioni nel Regno Unito hanno sconvolto vite umane e colpito duramente le economie locali.
"Il sindaco di Londra ha compiuto un passo da leader mondiale chiedendo una revisione indipendente della resilienza climatica di Londra. La salute e la sicurezza dei londinesi e la salute dell'economia nazionale sono inscindibili", ha proseguito. "Questo è un momento di rilancio per gli sforzi volti a rafforzare la stabilità del Regno Unito di fronte alla crisi climatica globale. Mentre il nuovo governo interviene per porre fine alla crisi del costo della vita, proteggere la vita e i mezzi di sussistenza dei lavoratori dagli eventi meteorologici estremi è un obiettivo non negoziabile".
Tra gli eventi meteorologici estremi più degni di nota citati nel rapporto figurano le gravi inondazioni improvvise del luglio 2021 e un'ondata di calore record nel 2022, che ha visto temperature fino a 40 °C, causando 387 decessi correlati al caldo. Eventi come questi hanno messo a dura prova le infrastrutture e i servizi di emergenza di Londra, a dimostrazione dell'urgente necessità di misure di adattamento.
Howard Boyd ha sottolineato che, mentre il mondo si trova ad affrontare ondate di calore, incendi e tempeste sempre più frequenti, il governo del Regno Unito deve dare priorità alla resilienza climatica per proteggere sia la salute pubblica sia l'economia.
Le soluzioni innovative derivanti dalle tecnologie emergenti possono svolgere un ruolo importante nel realizzare le raccomandazioni della revisione.




